Sale di Margherita di Savoia

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Sale di Margherita di Savoia

Il prodotto:

Nome popolare: Sale

Nome scientifico: Cloruro di sodio

Nome in italiano: Sale alimentare di origine marina

Sintesi:

A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino di colore bianco perlaceo e inodore, privo di calorie.

Label: Antica produzione, 1700. In produzione.

ico-naturaNatura

Il sale di Margherita di Savoia viene estratto dal mare, per evaporazione

ico-culturaCultura del territorio

La storia di Margherita di Savoia si intreccia con quella della sua salina, la quale si estende dal territorio di Barletta a sud e termina a nord tra quello di Zapponeta e quello di Manfredonia. I primi insediamenti risalgono al IV secolo a.C., quando gli Illiri, sbarcarono dalla Dalmazia. Anche i romani si interessarono alle saline, dato che il sale era un prodotto pregiato, utile per la conservazione dei cibi, e si insediarono attorno al lago Salpi (lago salato), di qui passava anche la via Salaria che dall’Adriatico portava fino a Roma. Con il cristianesimo, Saliniis assume il nome di Sancta Maria de Saliniis (1105 d.C.). Nella prima metà del 1700 il centro rappresentava uno dei più grossi serbatoi di mano d’opera salariata del sud. Nel 1813 i Salinari si separarono dal Comune di Casale della Trinità (attuale Trinitapoli), del quale erano stati una frazione. Con il Regno d’Italia la popolazione elesse una sua amministrazione, con un suo consiglio comunale ed un suo sindaco. Nel 1894 il comune, che ormai dal 1879 aveva preso il nome di Margherita di Savoia dalla prima regina d’Italia, ottenne dallo Stato i mezzi necessari alla sua sussistenza.
Margherita di Savoia è conosciuta per le sue saline che hanno un’estensione enorme, e molto suggestiva da vedere. Coprono una fascia di territorio lunga circa 20 km, spingendosi nell’interno per una profondità massima di circa 5 km. La superficie totale è di circa 4500 ettari, quella utile coperta dalle acque è di circa 4000 ettari. Quest’ultima superficie è suddivisa in evaporante (3500 ettari) e salante (500 ettari). Gli altri 500 ettari di superficie sono costituiti da strade, argini, aie di ammassamento, uffici. La superficie evaporante serve a portare le acque del mare a saturazione rispetto al cloruro di sodio; l’altra superficie coperta dalle acque costituisce la zona salante nella quale si ha a disposizione il sale. Questa zona viene continuamente alimentata con acqua satura preparata dalla zona evaporante.
Le acque sono a ciclo continuo e il loro fluire avviene sfruttando quasi sempre il dislivello naturale del terreno oppure dove non è possibile sono in funzione sei stazioni idrovore dislocate nelle varie zone della salina. La prima e più grande idrovora è quella che provvede al prelevamento delle acque di mare. La quantità di acqua di mare utilizzata per la produzione del sale, si aggira intorno ai 30.000.000 di metri cubi annui. L’estate è il periodo migliore per la produzione che annualmente si aggira intorno a circa 6 milioni di quintali.

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

Il sale comune che troviamo in vendita è formato per la maggior parte da cloruro di sodio, la cui percentuale aumenta dopo la raffinazione e può arrivare al 96-97%. Ogni grammo di sale da cucina contiene circa 0,40 g di sodio e 0,60 g di cloro. Nei soggetti adulti sani il livello raccomandato di assunzione è compreso fra 500 e 2000 mg/giorno, corrispondenti a 1,5 e 8,8 g di sale al giorno. Il sale è un alimento privo di calorie.

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

Si presenta di colore bianco perlaceo, tonalità opaca; l’ aspetto dei cristalli varia da fine a grossolano, risulta privo di odore e privo di aroma. Al gusto è salato, ma in bocca si percepiscono sensazioni minerali gradevoli e l’intensità è media. Nella cavità orale si presenta ruvido e croccante. Inoltre è moderatamente astringente e mediamente persistente.

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2016-12-05T18:29:12+00:00