Rapa Marzalura

Rapa Marzalura

Il prodotto:

Nome popolare: Rapa marzalura

Nome scientifico: B. rapa L. subsp. sylvestris (L.) J. var. esculenta Hort

Nome in italiano: Cima di rapa, Rapa novantina

Nome in dialetto: Rapa càula

Sintesi:

La rapa Marzalura è una coltura orticola locale e stagionale con ciclo di 90 giorni dalla semina alla raccolta. Il seme si è tramandato nelle generazioni da padre a figlio.

Label: Antica coltivazione, in coltivazione.

ico-naturaNatura

Classe: Dicotyledonae, Ordine: Rhoedales, Famiglia: Cruciferae-Brassicaceae, Tribù: Brassiceae, Varietà Tardive
Coltura stagionale, ha la caratteristica di vegetare e produrre con basse temperature, considerato un ortaggio autunnale-invernale. Se seminata a “spaio”, è di dimensioni più piccole rispetto alla coltivazione a filare, ma ha un frutto migliore. Foglie di gradazioni di verde. Fiore di colore dal giallo al verde, è il cuore della pianta. Il seme è più piccolo perché si sviluppa in inverno.

ico-culturaCultura del territorio

Un epiteto diffuso sul territorio salentino è “testa di rapa”, per indicare una persona sciocca con poca intelligenza, perché nella tradizione popolare la rapa è un cibo poco pregiato. Alcuni ritengono che i semi delle cime di rapa siano stati importati dai Genovesi dall’Oriente e inizialmente coltivati dai Francesi, mentre altri sostengono che quest’ortaggio sia giunto nel nostro continente solo nel XVII secolo e fosse conosciuto come Cavolo di Siria o Cavolo di Cipro. Comunque le prime coltivazioni in Italia prosperarono nel Regno di Napoli e, poco dopo, anche in tutta la Pianura Padana, dove però se ne è persa la tradizione. I Salentini sono grandi consumatori di cime di rape tant’è vero che se ne distinguono diverse varietà, prodotte in tempi diversi e i cui nomi dialettali sono abbinati alle festività religiose che accompagnano tutta la stagione di quest’ortaggio. La prima varietà è la “rapa della Madonna d’oltremare”: è otrantina e si raccoglie ai primi di settembre in occasione della festa locale; è anche nota come rapa ventina perché dalla semina alla raccolta passano solo venti giorni. Esiste ancora la varietà che si raccoglie in occasione della Festa dell’Immacolata, quando, la sera della vigilia, si friggono le caratteristiche “pittule”, frittelle di pasta di pane condita con verdura. Poi, naturalmente, c’è la rapa natalina che non può mancare nel cenone di Natale, cotta ‘nfucata, cioè senza acqua, con olio, aglio e peperoncino. E, alla fine della stagione invernale si produce la rapa Marzalura, detta anche novantina; per mantenere l’abbinamento cibo-festività , anche la Pasquetta viene celebrata con la tradizionale focaccia con le rape. La verità è che la cucina salentina è una cucina povera, ed esprime questa sua caratteristica anche attraverso la rapa, che è davvero un cibo di poco pregio ma la sapienza popolare è riuscita nel tempo a farlo diventare un piatto saporito e gustoso.

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

La rapa Marzalura è ricca di vitamine del gruppo B (B1 e B2), PP, C e A, di sali minerali (calcio, sodio, potassio, magnesio, zinco, ferro e fosforo) nonché di antiossidanti. Contiene molta acqua e, per ogni 100 gr. di prodotto, i lipidi sono solo 0,4 gr. mentre i glucidi 2,5.

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

L’aspetto esterno è quello delle cavolacee, anche se di forma più allungata, meno arrotondata. Il colore delle costine è verde chiaro mentre diventa di un verde più scuro all’apice delle foglie che si presentano ricce, larghe e carnose; l’infiorescenza è verde quando il fiore è chiuso ma diventa giallo a fiore aperto. Si consuma esclusivamente cotta; ha un odore pungente, un profumo forte, un aroma intenso di vegetale, come di orto verde e di erba tagliata, con una piccola nota di tostato. Il gusto è amarognolo per quanto riguarda le foglie, ma, nello stesso tempo, moderatamente dolce quando si assapora il fiore. La consistenza è morbida e burrosa, si scioglie in bocca, lasciando al palato una sensazione complessivamente gradevole.

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2016-12-05T18:29:10+00:00

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