Pomodoro da serbo

Pomodoro da serbo

Il prodotto:

Nome popolare: pomodoro giallo rosso di Crispiano;

Nome scientifico: Solanum lycopersicon (var. esculentum)

Nome in italiano: pomodoro da serbo

Nome in dialetto: pummdor da ‘nzerta

Sintesi:

Il pomodoro da serbo è tipico delle regioni del Sud della penisola; nell’ecotipo coltivato nella zona della Murgia tarantina si presenta di forma tondeggiante e leggermente concavo nell’estremità stilare, con buccia spessa di colore rosso e sfumature arancioni che durante la conservazione evolvono verso il giallo. Il peso della bacca varia da 15 a 25 grammi.

Label: Antica coltivazione, in coltivazione.

ico-naturaNatura

Famiglia: Solanacee; Genere: Solanum; Specie: Solanum Lycopersicon (varietà botanica: esculentum)
Stagionalità: estate (raccolta metà luglio – settembre)
Necessità colturali: Temperature minime 20-22° (con lievi escursioni tra giorno e notte), predilige terreni di medio impasto con buona dotazione di sostanza organica. Viene coltivato in “seccagno” (senza irrigazione) e non necessita di interventi fitosanitari.

ico-culturaCultura del territorio

Il «pomodoro da serbo» è un ortaggio intimamente legato alla cultura alimentare del Meridione d’Italia.
Tramandato di generazione in generazione, il pomodoro giallo-rosso di Crispiano è il frutto di diverse selezioni che hanno privilegiato soprattutto l’aspetto della conservabilità consentendone l’utilizzo nel periodo autunno-invernale, quando, in passato, il prodotto fresco non era disponibile.
Oggi la presenza sul mercato di pomodoro fresco nell’intero arco dell’anno, ne ha ridotto la coltivazione che, tuttavia, rimane come prodotto di nicchia per sue peculiari proprietà organolettiche e per i sistemi di coltivazione e conservazione che non richiedono l’ uso di agrofarmaci, caratteristiche queste ultime particolarmente apprezzate dai consumatori.
La sua coltivazione comincia predisponendo semenzai a letto caldo (“rodd”) nel mese di marzo nella ricorrenza di San Giuseppe. All’inizio di maggio le giovani piantine vengono trapiantate in pieno campo su terreno finemente lavorato e arricchito con letame o stallatico.
Il pomodoro giallo-rosso non sopporta il contatto con il terreno umido e pertanto è usanza preparare una pacciamatura con paglia per evitarne il deterioramento.
I pomodori, una volta raccolti a mano in cassetta, vengono legati con un filo a formare delle ghirlande (le “nzerte”), che successivamente sono appese sotto i porticati delle masserie, tipiche costruzioni rurali della Murgia tarantina, o comunque a soffitto in luoghi asciutti e ben aerati.
Viene utilizzato per la preparazione di piatti tipici della tradizione culinaria contadina, dalla semplice “frisedda” condita con olio extra vergine, alle focacce, finanche alla realizzazione di primi e secondi piatti.

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

Basso apporto calorico ; ricco di vitamina C e antiossidanti .
Consumo prevalentemente crudo o leggermente scottato.

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

Il frutto è di forma tondeggiante e la buccia varia da un colore giallo medio ad arancione chiaro. All’olfatto si esprime con una sensazione fresca di foglia, che richiama suggestioni sapide, delicate e debolmente acide.
Al tatto si presenta con una buccia di consistenza alquanto sostenuta e una polpa morbida, mentre in bocca si apprezza un’acidità gradevole con un leggero retrogusto di umami e note riconoscibili di erbaceo, di foglia fresca di pomodoro.

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2016-12-05T18:29:10+00:00

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