Orecchiette e cavolfiori

Orecchiette e cavolfiori

DIFFICOLTÀ Facile
PREPARAZIONE 30 min
COTTURA 12 min
PORZIONI 4
VALUTAZIONE

Ingredienti:

Cavolfiore verde di misura media 1 (al netto 700 g)
Filetti di acciuga 5
Spicchi d’aglio 2
Olio evo 200 ml
Mollica di pane raffermo 60 g
Pecorino canestrato pugliese 100 g
Sale q.b.
Pepe q.b.

Per le orecchiette:
Farina di grano duro 300 g
Acqua fredda 130 dl
Sale q.b.

 

Focus su:

Cavolfiore verde

regione puglia

Procedimento

1.

Su una spianatoia possibilmente in legno, versare la farina e formare una fontana.

2.

Scaldare l’acqua con dentro un pizzico di sale fino a farla intiepidire.

3.

Versare l’acqua al centro della fontana e incominciare a impastare fino ad ottenere un impasto liscio, duro e omogeneo.

4.

Avvolgere la pasta in uno straccio da cucina e farla riposare almeno un’ora.

5.

A questo punto, tagliare una fetta di impasto e formare un cordoncino di circa 5 mm di diametro.

6.

Tagliare dei cubetti di 1 cm con un coltello e tenendo fermo col il dito indice sinistro il pezzetto di impasto, trascinarlo, premendo, con il coltello inclinato verso di voi, quindi rovesciare il dischetto ottenuto sul pollice in modo da ottenere la forma dell’orecchietta.

7.

Sistemare le orecchiette su un vassoio coperto con un canovaccio e farle asciugare

8.

Staccare le foglie esterne dal cavolfiore e separare le cimette dal torsolo centrale, partendo dal fondo del gambo.

9.

Lavare con attenzione il cavolfiore sotto acqua corrente per eliminare eventuali residui di terreno.

10.

Porre una pentola con acqua sul fornello e portarla ad ebollizione.

11.

Quando l’acqua bolle, salare e versare i cavolfiori separati in cimette.

12.

Lasciare bollire per 10 minuti, dopodiché unire nella stessa pentola le orecchiette e portare a cottura il tutto fino a quando non sarà al dente.

13.

In una padella far rosolare gli spicchi d’aglio interi con l’olio extra vergine d’oliva.

14.

Eliminare l’aglio ed aggiungere i filetti d’acciuga e far insaporire.

15.

Scolare le orecchiette e i cavolfiori e saltate il tutto nella padella.

16.

Aggiungere a fuoco spento, una manciata di canestrato pugliese, una abbondante macinata di pepe nero, dei piccoli tozzetti di pane raffermo tostato e ancora dell’olio extra vergine d’oliva.

17.

Impiattare e servire.

Curiosità:

Leonardo Altomare nel suo saggio “La cucina nei saggi pugliesi” attribuisce il nome di questo piatto al rumore che si ottiene durante la masticazione, un suono composto dalla lingua e il palato come: Cìnghel’e cénghele.

 

2016-12-05T18:28:48+00:00