Miele millefiori

Il prodotto:

Nome in italiano: Miele millefiori

Sintesi:

Il miele millefiori deve il suo nome al fatto che viene ottenuto non già principalmente da una sola fioritura, ma da molteplici tipi di fiori, esprimendo al meglio il territorio nel quale viene prodotto.

Label: Antica produzione, in produzione.

ico-naturaNatura

Il miele è uno zucchero di natura vegetale che l’ape elabora dal nettare che è il liquido presente all’interno del fiore. Il nettare è composto principalmente di acqua e saccarosio. L’ape lo raccoglie e lo porta dentro l’alveare dove aggiunge un enzima, l’invertasi, che lo scinde in due monosaccaridi ovvero glucosio e fruttosio, mentre l’acqua evapora con il mantenimento a temperatura costante dell’alveare. Quando il miele è ‘maturo’ ovvero ha raggiunto la corretta disidratazione (17% massimo di acqua) l’ape opercolerà la celletta, ovvero la chiuderà con uno strato di cera. Quindi il miele è una concentrazione di nettare, acidi organici e altri componenti minori.
In particolare il miele millefiori proviene da alveari stanziali o mobili in cui le cui api operaie raccolgono il nettare di decine di fiori differenti che si succedono nei campi da maggio fino ad agosto inoltrato.Ogni annata ha il suo particolare miele millefiori che dipende dalla stagione, ma anche ogni territorio ha il suo miele millefiori, per esempio il millefiori di montagna alpina conterrà probabilmente nettare di tarassaco, un miele di pianura potrà contenere per esempio nettare di sulla. Il miele è un prodotto che ‘non viene prodotto’ ovvero l’apicoltore cura le api, si occupa del loro allevamento e poi preleva i telaini dove le api hanno lavorato il miele e con un procedimento di estrazione per centrifuga, lo estrae.

ico-culturaCultura del territorio

Il miele è prodotto dalle api che costituiscono un importante “sentinella ecologica” intendendo con questo che eventuali fonti inquinanti nel raggio d’azione dell’insetto vengono monitorate e scoperte.
Da secoli si pratica l’apicoltura perché in passato era uno dei pochi prodotti dolcificanti insieme al mosto cotto. Il miele era usato già in età romana per creare una bevanda corroborante chiamata mulsum.
Ciò che contraddistingue l’apicoltura di oggi è l’arnia a favi mobili, mentre fino ad un secolo fa le api si allevavano all’interno di tronchi d’albero e si era costretti per prelevare il miele a praticare l’apicidio eliminando una parte delle famiglie bruciando lo zolfo. L’apicoltore aiuta il contadino all’interno dei frutteti, posizionando gli alveari dove servono, per questo una parte del suo lavoro è nomade.

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

Umidità: 17% massimo
Zuccheri (fruttosio+glucosio) 75%
Altri zuccheri 5%
Acidi organici (gluconico, lattico,..) 1,5%
Sali minerali (k in particolare) 1%
Sostanze azotate (aminoacidi,..) 0,3%
Vitamine, enzimi, polline, pigmenti, sostanze
aromatiche 0,2%

pH variabile da 3,2 a 4,5

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

Il colore è variabile da giallo-ambra chiaro ad ambra scuro, mentre la consistenza può essere liquida appena estratto dai favi in estate, ma tende sempre a cristallizzare con il passare del tempo e il variare della temperatura. Il profumo è esuberante e ricorda la fioritura del territorio. In bocca ha un dolce di media intensità, con sfumature aromatiche che ricordano il bouquet floreale.

Geolocalizzazione

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2017-02-08T11:34:03+00:00