Le mele antiche

Il prodotto:

Nome in italiano: Mela

Nome scientifico: Malus domestica

Nome in dialetto: Miluč, miluçâr

Sintesi:

Le Mele antiche coltivate nella zona pedemontana, compresa tra le valli del Meduna, Colvera e del Cellina, hanno caratteristiche simili a quelle coltivate nel secolo scorso. I produttori della zona utilizzano tutt’ora tecniche colturali a basso impatto ambientale, simili a quelle di una volta. Si ottiene così un prodotto con forma irregolare e di dimensioni ridotte rispetto alle mele commerciali ma ricco di sapori antichi:
“riassaporo i gusti e mi compaiono i volti, le mani, quelle della zia Marianna che sceglieva le mele e le deponeva nelle cassette da portare a Spilimbergo”
Novella Cantarutti-Navarons di Meduno

Label: antica coltivazione, in coltivazione

ico-naturaNatura

Il melo è una pianta da frutto della famiglia delle Rosaceae proveniente dalle regioni transcaucasiche e ormai diffuso in moltissime parti del mondo. La pianta resiste bene alle basse temperature, anche al di sotto dei -25 C°, mentre le gelate tardive potrebbero essere particolarmente dannose per la fioritura.
Il melo predilige un clima fresco, tipico delle zone pedemontane.
Può raggiungere un’altezza di che varia tra i 5 e i 12 metri. I meli delle varietà autoctone hanno dimensioni maggiori anche perchè sono innestate su portinnesti più resistenti e vigorosi che mantengono immutata la forma naturale della pianta.
Il fiore è quello tipico delle rosacee, ermafrodita, con 5 petali di colore bianco rosato e 5 sepali persistenti, raggruppati in infiorescenze dette corimbi.
La fioritura avviene in primavera, l’impollinazione è entomofila e i frutti che si ottengono si differenziano tra le varietà per forma e colore, caratteristiche organolettiche, epoca di maturazione, conservabilità e usi.
Le varietà di melo presenti nelle vallate sono più di 50. Hanno nomi di persone o di località. Vengono per lo più prodotte a livello amatoriale, spesso in ambiente collinare dove la maggior parte delle lavorazioni viene eseguita manualmente e con metodi ecosostenibili. Lentamente si stanno reinserendo nel mercato grazie anche al lavoro dei giovani produttori.

ico-culturaCultura del territorio

Il valore delle mele nelle comunità delle valli e nella piccola economia di sopravvivenza delle famiglie si può leggere nella testimonianza di Benito Beltrame abitante di Frisanco (PN) che parla anche di un’economia di scambio con il mais “le mele erano una gran risorsa per noi della Val Colvera: crude o cotte ne mangiavamo a sazietà. Erano necessarie anche per poterle scambiare, a la bassa, con il mais. Non vi so dire le fatiche che le nostre madri facevano quando scendevano con la carretta a due ruote carica di mele e risalivano con la stessa, carica di mais” e in quelle di Margherita Penzi abitante di Fanna con un ricordo d’infanzia:
“Cuant chi eri canaia, ma nencja tant, mè santula Lina a mi clamava, viers la fin di un Settembri, par gi tirà milucs.
Aveva un cjamp cun tancju melars…I eri tant contenta di chel impegn parcè i me cjatavi cun tun scjap di canais del Mieli, selvadis e libars comi i ucei e i mi divertiv un mont.
Tai peis i metevi un par di cavatis furlanis, di ches cu la ponta a spic e il talon ingaseat….a la fin, a erin cussi fruiadis, chi il polear al faseva bo-tete tra il vilut neri.”
“Quando ero bambina, ma non troppo, la mia madrina Lina mi chiamava alla fine di settembre per anadare a raccogliere le mele. Aveva un campo con tanti meli…e io ero tanto contenta per quell’impegno perchè mi trovavo con altri ragazzi del borgo Mieli, selvaggi e liberi come uccelli.
Ai piedi mettevo un paio di scarpeti (ciabatte friulane) con la punta stretta e all’insù ed il tallone fitto di cuciture…e alla fine erano così rovinate che l’alluce faceva bu-bu settete tra il velluto nero”

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

100 g di parte edibile di mela forniscono 53 Kcal. È un frutto che si compone prevalentemente di acqua 82.50 g e zuccheri solubili 13.70 g, fibra 2 g e elementi minerali, in particolare potassio 125 mg, Fosforo 12 mg e Calcio 7 mg. Sono inoltre presenti vitamine prevalentemente del gruppo A e C.

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

Le varietà forse più coltivate a fini commerciali, presenti anche nel frutteto dell’Istituto Agrario “Il Tagliamento”sono:
Rosse invernali maturano a fine settembre, prima metà di ottobre ed hanno la buccia rosso scuro su sfondo verde-giallo, polpa bianca caratterizzata da succosità media, un sapore discreto e risulta mediamente aromatica.
Di Corone maturano la seconda metà di settembre, hanno la buccia rosso brillante su sfondo verde-giallo, polpa bianca caratterizzata da succosità discreta, un buon sapore, mediamente aromatica.
Striato Dolce maturano a fine settembre, hanno la buccia rosso arancio su sfondo giallo, polpa croccante,bianca caratterizzata da succosità buona, un sapore discreto.

Geolocalizzazione

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2016-12-05T18:28:50+00:00