La biodiversità in agricoltura

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La biodiversità in agricoltura

La biodiversità negli ecosistemi agrari è minore rispetto a quelli naturali: un area coltivata, ovvero un agroecosistema è infatti un ambiente semplificato, dove l’obiettivo è massimizzare la produzione della specie di interesse agrario. Sul pianeta la crescente estensione delle aree coltivate a discapito di quelle naturali, comporta quindi una drastica riduzione di biodiversità.
In realtà molte specie animali e vegetali selvatiche, sarebbero molto utili per l’agricoltura: basta pensare al ruolo delle siepi nel controllo del microclima, a quello degli insetti predatori e degli uccelli insettivori, nel controllo dei parassiti delle colture.
La presenza di siepi, boschetti, alberi isolati, piccoli corsi d’acqua, fontanili, ex-marcite, casolari abbandonati e ruderi (in cui possono nidificare rapaci notturni), sono tutti fattori che contribuiscono ad incrementare la biodiversità, la complessità e la qualità ambientale degli agroecosistemi.
Purtroppo il paesaggio agrario italiano è andato drasticamente semplificandosi a partire dal secondo dopoguerra, con l’avvento dell’agricoltura intensiva e con la diffusione sempre maggiore delle monocolture.

2016-06-22T09:20:38+00:00

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