Da Matera a Ferrandina sulle orme della cultura lucana

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Da Matera a Ferrandina sulle orme della cultura lucana

L’itinerario: Sassi di Matera – Jazzo Gattini – Diga di San Giuliano – Castello di Miglionico – Ferrandina – Oleificio Lacertosa

Tra insediamenti rupestri e parchi naturali verso i sapori dell’oliva Majatica

Si parte da Matera città capitale della cultura 2019, si prosegue verso la Murgia materana e ci si sposta verso l’area naturalistica dellaDiga di San Giuliano. Si prosegue visitando il Castello di Miglionico, e il centro storico di Ferrandina, per finire nell’azienda agricola Lacertosa dove gustare l’oliva Majatica infornata.

Mezzi consigliati: il percorso può essere fatto in moto, in bici, in macchina.

Da Matera a Ferrandina sulle orme della cultura lucana

tappaTAPPA 1: Sassi di Matera

Prodotto tipico: Oliva majatica di Ferrandina

sassi matera - t1 - 01 I Sassi di Matera costituiscono il centro storico della città di Matera. Il Sasso “Caveoso” e il Sasso “Barisano”, insieme al rione “Civita”, formano un complesso nucleo urbano. I Sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1993. Costituiscono il primo sito iscritto dell’Italia meridionale, perchè rappresentano un ecosistema urbano davvero unico, che permette di leggere nella città i modi di abitare dalle caverne fino alla modernità. I Sassi di Matera rappresentano anche un esempio eccezionale di accurata utilizzazione nel tempo delle risorse della natura: acqua, suolo, energia.

tappaTAPPA 2: Jazzo Gattini contrada Murgia Timone

Prodotto tipico: Oliva majatica di Ferrandina

itinerario 10 - t2 - 03 Il Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, chiamato anche Parco della Murgia Materana, fin dal 1990 è un parco regionale e dal 2007 è stato compreso nelle ricchezze di Matera con la dicitura I Sassi ed il Parco delle Chiese rupestri di Matera. Interessanti le presenze di archeologia preistorica e storica, che vengono salvaguardate e valorizzate come l’habitat rupestre ed il patrimonio delle Chiese rupestri ricadenti nel territorio dei Comuni di Matera e Montescaglioso.

tappaTAPPA 3: Diga di San Giuliano

Prodotto tipico: Oliva majatica di Ferrandina

itinerario 10 - t3 - 03 La Riserva regionale San Giuliano incomincia ad essere protetta nel 2000. L’ invaso artificiale benchè creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano negli anni tra il 1950 ed il 1957, diventa un biotipo tanto interessante da richiedere una tutela specifica, a causa della presenza di numerose specie di uccelli acquatici. Già nel 1976 diventa Oasi di protezione della fauna, con vincolo paesaggistico.

tappaTAPPA 4: Castello di Miglionico

Prodotto tipico: Oliva majatica di Ferrandina

itinerario 10 - t4 - 01 A Miglionico, non bisogna perdere il Castello del Malconsiglio che nel 1485 ha ospitato la Congiura dei Baroni ed è ben visibile perchè costruito su un colle della città. Ha la forma di un parallelogramma, fiancheggiato da sette torrioni, mentre all’ interno, sono presenti l’androceo, il gineceo, il salone del Malconsiglio, dove si tenne la congiura, e la sala della Stella o degli Spiriti, che era la stanza in cui si custodivano i tesori e i documenti preziosi, con il soffitto a stella e con degli scrigni.

tappaTAPPA 5: Ferrandina

Prodotto tipico: Oliva majatica di Ferrandina

ferrandina - t4 - 01 Ferrandina (Frannéine in dialetto locale) faceva parte della Magna Grecia e si chiamava, all’epoca, Troilia,per ricordare la compianta Troia in Asia Minore e Obelanon (Uggiano) era il nome della sua acropoli-fortezza. Fu Federico d’Aragona che nel 1494 le diede il nome di Ferrandina in onore di suo padre, re Ferrante (o Ferrantino). Nel 1507 Ferdinando il Cattolico le attribuì il titolo di “civitas”. Divenne famosa per la lavorazione di tessuti in particolare di lana come la ferlandina o felandina altamente richiesta nel Regno di Napoli. La cittadina assistette nel marzo del 1862 alla battaglia tra una compagnia del 30º Rgt. Ftr. dell’esercito piemontese e Carmine Crocco che, a capo dei briganti, ebbe la meglio sui militari.

tappaTAPPA 6: Oleificio Lacertosa

Prodotto tipico: Oliva majatica di Ferrandina

itinerario10 t6 - 02Il frantoio Lacertosa è attivo dagli inizi degli anni 60 a Ferrandina. Giovanni Lacertosa,si dedica da quarant’anni alla cultivar Majatica, sostenuto dalla moglie Maria Anna. Dai circa 80 ettari si ricava anche la tipica “oliva infornata di Ferrandina” che dal 2004 è un presidio Slow Food. Preparate solo con olive della varietà Majatica e con l’aggiunta di sale sono commercializzate col nome “Le Mariannine”. In azienda vengono prodotte anche 5 etichette di olio extravergine.

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2016-12-05T18:29:02+00:00

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