Cipolla rosa della Val Cosa

Cipolla rosa della Val Cosa

Il prodotto:

Nome in italiano: Cipolla Rosa della Val Cosa

Nome scientifico: Allium cepa

Nome in dialetto: Civole

Sintesi:

La cipolla rosa della Val Cosa viene coltivata in un territorio non molto ampio della zona pedemontana del Friuli Venezia Giulia compreso tra i torrenti Meduna, Cosa e Arzino, nei comuni di Castelnovo del Friuli, Travesio, Clauzetto, Sequals e Meduno. È una cipolla dal gusto particolare, dolce e non piccante, adatta alla preparazione di diverse pietanze ma anche per essere mangiata cruda. È Presidio Slow Food.

Label: antica coltivazione, in coltivazione
Cipolla di Cavasso e della Val Cosa – prodotto tipico, presidio slow food.

ico-naturaNatura

La cipolla è una pianta erbacea perenne, coltivata in ciclo annuale.
Le foglie sono alterne e sono formate da lamina e da guaina, quest’ultima si inserisce nel girello, che costituisce il fusto della pianta nella fase iniziale del suo sviluppo. Le guaine, nel loro insieme, diventano un organo di riserva così nel primo anno di vita si ingrossano e si trasformano in tuniche carnose e concentriche nella parte più interna, mentre esternamente assumono una consistenza cartacea, di colore variabile.
La cipolla rosa della Val Cosa è un ecotipo locale che si è selezionato nel tempo ed è particolarmente adattato al suo ambiente di coltivazione, si distingue per avere un bulbo di medie dimensioni, di forma rotonda, schiacciato in modo caratteristico ai poli e con una certa variabilità nella pezzatura che deriva dalla ricchezza di biodiversità contenuta nel suo patrimonio genetico.
Il colore della parte interna è bianco con venature roseo violacee a maturazione. Le tuniche esterne assumono una colorazione rosa intenso da cui deriva il nome.
Viene prodotta in aziende agricole di piccole dimensioni con tecniche di agricoltura biologica e con diverse a fasi di lavorazione manuale. Raccolta nel periodo estivo, non è conservabile a lungo e quindi viene spesso messa in agrodolce o trasformata in conserve anche in abbinamento con altri ortaggi e con le mele antiche.

ico-culturaCultura del territorio

La cipolla è sempre stata presente negli orti e faceva parte di un’ampia varietà di ortaggi coltivati in abbondanza nelle piccole aziende agricole a conduzione famigliare diffuse in questo territorio fino agli anni ‘60 del secolo scorso.
Erano soprattutto le donne che si occupavano di queste produzioni, dalla semina a fine gennaio in zone protette, al trapianto dopo qualche mese ed alla raccolta a fine estate. Seguiva, poi, un lavoro minuzioso di selezione e di confezionamento in trecce chiamate “Riesti”. Sempre le donne poi, spesso a piedi, tirando dei pesanti carretti, o portandole sulle spalle in grandi “gerle” andavano a venderle nei mercati dei centri più grossi di Maniago e Spilimbergo, e anche di casa in casa in località più o meno lontane.
Spesso la vendita consisteva in un baratto vero e proprio in cui gli ortaggi venivano scambiati con il mais importante risorsa per le famiglie.
Con il tempo, alcune di queste donne, chiamate poi “rivendicules des semences” avevano trovato un’ulteriore possibilità di guadagno attraverso la vendita delle sementi delle orticole prodotte e fu così che si specializzarono nella produzione del seme della cipolla rosa realizzandone un fine lavoro di selezione.
Queste zone nel dopoguerra si spopolarono per effetto della migrazione verso le zone industriali d’Italia e dell’estero, i terreni furono quindi abbandonati e al loro posto si svilupparono boscaglie di diversa natura.
Solo grazie all’intuizione, la sensibilità e la passione di alcune famiglie locali queste antiche coltivazioni sono state riscoperte ed è iniziato un lavoro di recupero del materiale genetico con la collaborazione di alcune persone anziane del luogo che ancora conservavano i vecchi semi.
Ora sono stati messi a punto dei disciplinari di produzione che prevedono l’impiego di seme ottenuto dalle migliori cipolle dell’annata precedente, la rotazione annuale obbligatoria e la pacciamatura con paglia o film plastici per il controllo delle infestanti.

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

È un ortaggio formato da circa il 92% di acqua, il 5,7% di carboidrati, le proteine e le fibre sono pari a circa l’1% e i grassi non superano lo 0,1%. Va sottolineata la sua ricchezza in vitamine del tipo A, B1, B2, C, E e in sali minerali tra i quali si ricordano il calcio, il magnesio, il fosforo, il ferro e il manganese. E’ ricca anche di flavonoidi, soprattutto antocianine nel caso delle cipolla con colorazione rosa o rossa, che sono importanti per la loro azione antiossidante e per la capacità di attivare un certo effetto diuretico.
Inoltre la cipolla rosa della Val Cosa si caratterizza per una elevata digeribilità.
Contiene inoltre la glucochimina che è un ormone vegetale con azione antidiabetica.

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

La cipolla rosa della Val Cosa presenta esternamente un colore rosa intenso che tende al violaceo, internamente si presenta con polpa bianca venata di rosa. Ha un sapore dolce, è aromatica e molto gradevole, non è piccante ed è quindi ottima per il consumo fresco.

Geolocalizzazione

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2016-12-05T18:28:50+00:00