Cicoria di Galatina

Cicoria di Galatina

Il prodotto:

Nome popolare: Puntarelle

Nome scientifico: Chicorium Intybus

Nome in italiano: Cicoria

Nome in dialetto: Cecora mammalura

Sintesi:

La cicoria è una pianta apprezzata da millenni, molto comune allo stato spontaneo, della quale esistono numerose forme coltivate in Europa, Asia temperata e Africa Settentrionale.

Label: Antica coltivazione, in coltivazione.

ico-naturaNatura

Famiglia Compositae (Asteraceae), Genere Cichorium, Specie Intybus L., Varietà Catalogna
Stagionalità Semina in luglio-agosto Produzione in autunno-inverno.
Tecnica colturale Si coltiva con tecnica a spaio e/o a filari.
Aspetto esteriore Ha una forma a goccia con foglie arrotondate di colore verde screziato e larghe coste bianche sulla base.

ico-culturaCultura del territorio

La storia del Salento è indissolubilmente legata alla sua posizione: è una terra che si allunga nel Mar Mediterraneo, strategicamente importante nei periodi passati in cui il mare nostrum era l’unica via di comunicazione con il resto del mondo. I diversi popoli che hanno dominato il Salento hanno lasciato tracce nel dialetto, nelle tradizioni e nella cultura ma sicuramente gli Spagnoli, Aragonesi o Borboni che fossero hanno marcato questo territorio in modo forte. L’appellativo di catalogna non lascia dubbi sulla provenienza della cicoria di Galatina. I prati del Salento sono infestati dalla cosiddetta Cecora resta che cresce spontanea in ogni stagione e si presta alla cottura con purea di fave. Ma quando parliamo della cicoria di Galatina intendiamo il classico “subbra taula” leccese, che crea una naturale ‘pausa’ durante il pranzo. Infatti, i cuori della cicoria di Galatina si mangiano crudi e non c’è pranzo che si rispetti che, alla sua conclusione, non porti in tavola questa prelibatezza per pulirsi la bocca, come dicevano i nostri nonni. E non solo, perché la cicoria costituisce anche un ottimo digestivo e ha molte proprietà terapeutiche. Sempre crude le puntarelle forniscono la base per ottime insalate, condite con sale, olio e aceto. Il mondo contadino, tuttavia, non conosce sprechi e le foglie sono spesso utilizzate per preparare la tradizionale menescia de cecore, una zuppa cotta con cipolla, pomodoro e, a volte, pancetta di maiale, condita con cacioricotta. Inoltre, l’abitudine di tagliare opportunamente il cespo di cicoria per favorire il ricaccio di nuovi germogli era particolarmente diffusa in campagna. E non sia mai che la radice vada sprecata perché, in tempi di miseria, era essicata, tostata e macinata e preparata come infuso, o usata come surrogato del caffè.

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

Ricca di calcio, fosforo e vitamina A, la cicoria di Galatina ha importanti valori. Per 100 grammi di
parte edibile: 80 g – 24 Kcal – Proteine animali: 0 g – Proteine vegetali: 1,8 g – Carboidrati: 3,2 g – Grassi: 0,5 g – Fibre: 3,1 g – Ferro: 0,7 mg – Calcio: 74 mg – Vitamina C: 17 mg. La presenza di inulina la rende sconsigliata in caso di fermentazioni intestinali abbondanti.

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

La cicoria di Galatina è piacevole alla vista, tanto da essere spesso usata come decorazione in prestigiosi centrotavola. La forma a goccia attribuisce un aspetto elegante, slanciato, i colori sono cangianti dal bianco delle coste basse e compatte al verde intenso della cima delle foglie sottili e lancinate, cave ed elastiche. Il profumo è quello fresco, caratteristico della cicoria e, in genere del verde vegetale; l’aroma ricorda una sensazione amarognola. I cuori sono sodi e, nello stesso tempo, teneri al tatto, la foglia è morbida, liscia e flessuosa. Anche il gusto cambia tra le foglie e le cime: le prime sono amarognole ma non amare, le cime sono delicate, ricche di acqua e lasciano nella bocca una fragranza fresca e dissetante.

Geolocalizzazione

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Azienda Puntarelle

2016-12-05T18:29:11+00:00

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