Carciofo

Il prodotto:

Nome popolare: Carciofu

Nome scientifico: Cynara scolymus

Nome in italiano: Carciofo

Nome in dialetto: Scarcioppula

Sintesi:

Il carciofo brindisino è di media altezza, con un capolino di forma cilindrica, e ha caratterizzato l’economia della zona e il paesaggio negli ultimi 4 secoli. Molto apprezzato per le sue caratteristiche di tenerezza e sapidità, è rinomato per via della sua precoce maturazione che lo rende disponibile già a ottobre.

Label: Antica coltivazione, 1700. In coltivazione

ico-naturaNatura

Il carciofo Brindisino IGP è un carciofo fresco della specie Cynara cardunculus, Scolymus (L.) sotto-specie, appartenenti all’ ecotipo Carciofo Brindisino. La sua produzione precoce, è favorita anche dal clima presente nell’areale in cui è coltivato e dalle caratteristiche pedoclimatiche che rendono la zona ideale per questa coltivazione. Il terreno pianeggiante e le invariate necessità colturale che ne fanno una coltivazione di semplice conduzione e hanno fatto la fortuna di questo ortaggio.

ico-culturaCultura del territorio

Il carciofo brindisino è considerato un elemento della cucina pugliese sin dai primi decenni del 1700, quando risulta già presente nei ricettari di alcuni ordini religiosi fin dal 1736. Tipico dell’area mediterranea, pare che sia arrivato dalla Sicilia e si sia ben insediato nell’area del brindisino. Il suo consumo diffuso rimane nell’arco della storia, legato alle sue caratteristiche nutritive e alle sue proprietà organolettiche. Una certa difficoltà nel reperimento delle informazioni storiche relative a questo ortaggio, è dovuta al fatto che spesso veniva confuso con il cardo, suo parente prossimo. Era noto anche ad altre civiltà vissute intorno al Mediterraneo: lo testimonia il fatto che già nel IV secolo a.C. gli Arabi lo coltivavano, sotto il nome di al-karshuf (spina di terra) o ardi-shoki (pianta che punge). I Romani, invece lo preferivano cotto con acqua e vino.

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

Il carciofo brindisino è molto apprezzato per la tenerezza dei capolini e la loro sapidità, dovuta alla crescita su suoli naturalmente ricchi di potassio ed allo specifico ecotipo; la tenerezza è direttamente collegata al minore contenuto in fibra rispetto ad altre specie analoghe. E’ invece ricco di inulina, un importante pre-biotico che aiuta i diabetici, sostanze fenoliche e flavonoidi; anche la presenza di questi nutrienti dipende dalla composizione del suolo, sabbioso e calcareo di origine costiera.
E’ anche presente un importante principio attivo : la cinarina dotata di azione epatoprotettrice, ed è quindi consigliato a chi soffre di disturbi al fegato.

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

Il capolino crudo del carciofo si presenta alla vista di colore dal verde chiaro al verde scuro con caratteristiche striature violacee. La forma ricorda la corolla del tulipano e l’aspetto è compatto. All’olfatto spiccano le sensazioni di orto, di verde vegetale, di erbe spontanee, con un’ intensità media. In bocca la consistenza è croccante ma anche moderatamente fibrosa, mentre al gusto appare amarognolo, lievemente umami e stimola sensazioni dolci. In ultimo si percepisce una certa astringenza persistente.

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2016-12-05T18:29:10+00:00

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