Canocchia

Il prodotto:

Nome popolare: Cicale di mare, Nocchia, Siga de maa, Balestrin, Canoccia, Sighea, Canòcchia, Ponocchia, Cambàra de fangu.

Nome scientifico: Squilla Mantis.
Nome in italiano: Canocchia o Pannocchia.

Nome in dialetto: Balestrin, Canocia.

Sintesi:

La Canocchia è un crostaceo agile ed elegante dalla forma singolare. Il suo scudo cefalotoracico non copre tutto il torace e termina con una specie di ‘coda’ a forma di ventaglio, dentata e spinosa.

Label: Antica pesca, IV e V secolo a.C., in pesca.

ico-naturaNatura

Philum: Arthropoda; Classe: Malacostraca; Ordine: Stomatopoda; Famiglia: Squillidae; Genere Squilla; Specie: Squilla mantis.
Viene pescato ad una profondità compresa tra i 10 ed i 20 metri, su fondi sabbiosi e fangosi, utilizzando la rete a strascico. Il momento migliore per le catture è nelle ore notturne e dopo un periodo di cattivo tempo.

ico-culturaCultura del territorio

La Canocchia ha accompagnato la storia delle marinerie emiliano – romagnole, che dal mare hanno attinto risorse fondamentali per il proprio sostentamento. Testimonianze antichissime delle varie attività di pesca svolte dall’uomo sono giunte sino a noi. Alcune sono legate alla prima età del ferro, molte all’età romana dove intensi erano i trasporti di merci e le attività di pesca, come testimoniano i reperti archeologici (anfore e navi e/o parti di navi) custoditi nei musei del territorio.
Significativa è la storia legata a Marco Gavio Apicio, gastronomo raffinato e maestro d’arti culinarie, probabilmente nato intorno al 25 a.C. e vissuto nella Roma imperiale all’epoca di Tiberio. Nel suo famoso ricettario “De re coquinara” – ancora oggi un classico della letteratura gastronomica, oltre che testimonianza importante della vita quotidiana di quell’epoca – si racconta che “Apicio non amava nulla più della Canocchie o Cicale di mare (Pannocchie), una specie di grossi Scampi senza chele. Avendo appreso, un giorno, che in Tunisia se ne trovavano di più grandi di una mano, Apicio noleggiò un battello e, nonostante la tempesta, fece rotta verso coste africane a vele spiegate. In vista di Cartagine, incrociò una barca da pesca; i pescatori salirono a bordo, offrendo un cesto pieno di superbe cicale ma non di taglia eccezionale. Apicio, furioso, fece immediatamente invertire la rotta, lasciando appena il tempo ai pescatori di tuffarsi. la tempesta che infuriava tra Scilla e Cariddi era una carezza al confronto della collera che lo agitava”. Dai tempi di Apicio la Canocchia è arrivata ai giorni nostri assumendo nel tempo un discreto valore commerciale e un notevole apprezzamentonelle arti della cucina, tant’è che accompagna antipasti, primi e secondi piatti dell’arte gastronomica italiana.

ico-nutrizionaliProprietà nutrizionali

Degno di nota è il contenuto in colesterolo, che per la Canocchia non è trascurabile. E’ possibile apprezzare un buon apporto di proteine ad alto valore biologico e acidi grassi polinsaturi. Buono è il contenuto di sali minerali e vitamine del gruppo B. Da ricordare che la Canocchia, come i crostacei in genere, può dare fenomeni di allergia.

ico-profilosensorialeProfilo sensoriale

La Canocchia, commercializzata viva, deve presentare una lunghezza di circa 15 centimetri, in superficie deve essere umida e lucente, con colore brillante e tipico della specie. Non deve emanare cattivi odori e presentare segni di alterazioni microbica o di altra natura. Il guscio deve essere compatto e non deve evidenziare parti sciupate o ingiallite. L’odore tipico è lievemente salmastro. Le carni che riempiono la cavità addominale devono essere facilmente asportabili, sode e morbide ma non coriacee, di odore delicato, sapore dolciastro senza retrogusti ammoniacali.

Geolocalizzazione

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2016-12-05T18:29:10+00:00